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Non esiste blog che si rispetti senza Trolls – anche se io sinceramente ne farei volentieri a meno…

MG Siegler di TechCrunch ha scritto un interessante articolo contro il fenomeno del “trollismo da blog” dove ci segnala alcune interessanti soluzioni al problema.

In pratica la soluzione, che MG applicherà presto anche su TechCrunch, è quella di permettere i commenti soltanto agli utenti che abbiano fatto l’accesso su Facebook Connect e Google Friend Connect

Ma chi sono i Trolls?

Un Troll è quell’individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.

Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti  detta flame war; una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali.

In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido, con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono.

Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo (inteso come il verificarsi di tale fenomeno), il verbo trollare (comportarsi come un troll) o essere trollato (cadere nella trappola di un troll rispondendo a tono alle sue provocazioni).

Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (in genere la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.

La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che disturba una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un “fake” potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un “troll” non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

Written by ilaria giannattasio

31 anni, Creativa, Geek, appassionata di Tecnologia, Design, Musica e Arte. Sempre circondata da gingilli tecnologici. Vive a Roma, nella vita conosciuta come Graphic/Web Designer. Tech-Blogger dal 2007.